Rassegna stampa

 

01/12/2009

LA REPUBBLICA

DALL'ARTROSI ALLE MALFORMAZIONI DEI BAMBINI

Gli altri campi di indagine dello specialista italiano: ''Nel Centro di Monza usiamo diete, integratori e laser"


Marco Lanzetta ha spostato la sua curiosità di chirurgo su altri problemi.

Racconta: «Gli anziani hanno bisogno di essere indipendenti, e l'indipendenza passa per gran parte dalle mani e dagli occhi. Una mano che invecchia è usurata, diventa rigida, perde forza e destrezza. Sfatiamo la frase storica del medico di famiglia: "L'artrosi? Se la deve tenere, al massimo prenda qualche antinfiammatorio".

Si può"frenare" l'insorgenza della malattia. Rallentare il processo dei radicali liberi, "spazzatura" che le nostre cellule producono e che si accumula anche nelle articolazioni. Anche gli acidi grassi, specie omega 3 e omega 6, sono importanti per il nostro equilibrio cellulare. Un loro squilibrio favorisce l'insorgenza precoce dell'artrosi. Si può intervenire con dieta e integratori. Già così abbiamo risultati straordinari nelle fasi iniziali. E si può trattare già il 20 percento dei pazienti».

«La fase intermedia» continua Lanzetta, «riguarda circa il 40 percento dei casi. In aggiunta a dieta e integratori, qui nel centro di Monza (0392324219) trattiamo l'artrosi con cicli di applicazioni laser. Riusciamo a portare nelle articolazioni prodotti in quantità elevate. Antinfiammatori, farmaci protettivi della cartilagine, acido ialuronico, cortisone. Il raggio laser è un "carrier", un vettore, che veicola il farmaco nell'articolazione. C'è infine la chirurgia artroscopica, o meglio la microartroscopia. Riusciamo a entrare nelle articolazioni della mano con una telecamera da un millimetro. Possiamo ricostruire cartilagini con cellule staminali (non embrionali, ma adulte dal sangue: totipotenti anch'esse, possono diventare qualunque tessuto vogliamo) e fattori di crescita. Riempiamo i "buchi" di una cartilagine malata "stuccando" contessuto derivato dalle staminali che diventa cartilagine.Se la cartilagine di un'articolazione è già distrutta, rimane solo l'intervento chirurgico (altro 40 per cento dei casi)».

Lanzetta si occupa anche di malformazioni congenite nei bimbi. «Facciamo ricostruzioni macro o microchirurgiche, a seconda dei casi. È bene intervenire quando il piccolo non ha ancora una manualità formata, entro i cinque sei anni».

E nel futuro? "La frontiera è quella degli interventi di gravi malformazioni del feto nell'utero materno».

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