Rassegna stampa

 

18/09/2008

IL CITTADINO-QUOTIDIANO DEL LODIGIANO E DEL S

IL CHIRURGO CHE RICOSTRUISCE LE MANI. Marco Lanzetta ha presentato una convenzione per garantire la copertura agli infortuni sul lavoro.


Semplicemente una persona fuori dal comune. Presidente di G.I.C.A.M. -Onlus, associazione non governativa di chirurghi che effettua interventi in paesi in via di sviluppo o colpiti da gravi catastrofi, protagonista nel1998, a Lione, del primo trapianto di mano al mondo, nel 2000 autore del primo trapianto di entrambe le mani e nello stesso anno del primo trapianto di mano in Italia. Consulente superiore della sanità presso il Ministero della Salute, ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti in tutto il mondo, collaborando con i maggiori centri di ricerca, appassionato di mountain bike. Questo, in estrema sintesi, il curriculum del dottor Marco Lanzetta, 46 anni, chirurgo celebre in tutto il mondo e tra i massimi esperti di chirurgia della mano.

Il dottor Lanzetta mercoledì è stato ospite d’onore della sezione lodigiana dell’Ucid (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, presieduta da Walter Rasini) durante una speciale serata organizzata presso il Circolo della Lettura di via XX Settembre. Tra i presenti anche il Prefetto di Lodi Peg Strano Materia.

Titolo dell'esposizione del prestigioso chirurgo è stato "Di mano in mano, l’uomo e il suo lavoro”, una panoramica sui progressi e le evoluzioni nell’ambito della chirurgia della mano e il rapporto tra mani e infortuni sul lavoro.

Nella prima parte del suo intervento, attraverso alcune slides proiettate in sala, Lanzetta ha mostrato come nel tempo si sia giunti a concepire un trapianto di mano, senza lesinare immagini, piuttosto crude, di dita mozzate e mani malridotte o colpite da malformazioni (del resto aveva preventivamente avvisato i presenti che avrebbe rovinato le loro digestioni, anche se molti pensavano ad uno scherzo).

Particolare stupore ha destato una delle tecniche illustrate che prevede, nel caso di gravi danni alle dita della mano, l’asportazione di un dito del piede che viene poi reimpiantato sull’arto superiore, peraltro con risultati ottimi. Marco Lanzetta ha infatti più volte ripetuto due parole per descrivere il suo lavoro: oltre alla pazienza, necessaria nelle pratiche di microchirurgia, la creatività, indispensabile per trovare soluzioni nei casi più difficili.

Il dottor Lanzetta ha poi presentato agli imprenditori presenti un progetto denominato “Mano sicura” di cui egli stesso è promotore. Si tratta di una proposta di convenzione offerta alle aziende dall’Istituto Italiano di Chirurgia della Mano di Monza, di cui è direttore.

Secondo alcuni dati statistici in Lombardia nel 2005 ci sono state tra le 130 e le 140 mila richieste di indennizzo per infortuni sul lavoro legati alle mani. Di questi circa il 50 per cento non veri e propri infortuni, ma le cosiddette malattie professionali.

Attualmente questi casi di infortunio vengono curati spesso male, in tempi molto lunghi, e a volte senza completa guarigione, con danni economici per le imprese. Stipulando la convenzione con l’Istituto brianzolo diretto da Marco Lanzetta, potendo usufruire della notevole specializzazione del centro, viene garantita una guarigione completa e in tempi molto più rapidi.

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