Rassegna stampa

 

04/07/2006

IL GIORNALE

LANZETTA, IL SAN GERARDO PERDE IL SUO "MAESTRO"


Allla fine lo hanno costretto ad andarsene. Liquidato come se fosse il signor nessuno. Poche battute per scaricarlo proprio il giorno in cui è partito per le vacanze in Sicilia. Non hanno aspettato il suo ritorno e nemmeno concordato l’uscita.

Marco Lanzetta, monzese, il microchirurgo italiano più famoso al mondo non lavora più per l’ospedale San Gerardo di Monza e nemmeno per l’Università Bicocca. L’uomo che ha realizzato il primo trapianto di mano da un cadavere in Italia ed era nell’équipe che a Lione fece il primo trapianto in assoluto al mondo, se né andato. Da tempo manifestava insofferenza nei confronti dei vertici monzesi del San Gerardo.
La decisione risale ad un mese fa: Lanzetta ne parla con Ambrogio Bertoglio, direttore del San Gerardo e poi con il preside dell’Università Bicocca da cui il nosocomio brianzolo dipende. Poi silenzio fino a ieri quando l’Università ha deciso che era giunto il momento di liberarsi di lui.

“Lanzetta ha rassegnato le sue dimissioni dall’Università circa due mesi fa – racconta Antonio Stella, preside della Facoltà di Medicina – ma la richiesta andava esaminata dal Rettore, che l’ha accettata nei mesi scorsi. Sui tempi necessari alla creazione del Centro di microchirurgia della mano sognato dallo specialista non possiamo essere precisi. Gli investimenti erano stati programmati in base alle attività del professor Lanzetta e ora dobbiamo ripensarli. Ma prima dovremo trovare altre persone, - continua Stella – e le persone giuste non si trovano dietro l’angolo. La caccia all’uomo è già iniziata per ora entro i confini italiani e non sarà breve. I tempi della burocrazia sono lunghi non tanto per un’assunzione in ospedale, quanto per una in ateneo. Ma non ci fermeremo”.

Quanto al San Gerardo: “l’Ospedale ribadisce amarezza per la decisione di Lanzetta e sarebbe onoratissimo se il professore scegliesse di restare nonostante non lavori più in Bicocca – ribadiscono dall’azienda – ma teniamo anche a precisare due cose. Anzitutto che Lanzetta, professionista fra i migliori al mondo, non eseguiva solo interventi eccezionali come i trapianti di mano, ma anche operazioni più di routine, di cui continueranno ad occuparsi i sui colleghi. Il San Gerardo è un servizio pubblico e nulla potrà impedirgli di rispondere ai bisogni dell’utenza.
Seconda cosa – prosegue la nota dell’azienda – il Centro di microchirurgia della mano si farà facendo prevalere lo slogan secondo cui morto un papa se ne fa un altro”.

Ma perché uno dei migliori chirurghi al mondo se ne è andato dopo aver resistito anni con uno stipendio da fame? “Le ragioni andrebbero chieste a lui”, dice diplomaticamente Stella.

I reali motivi del divorzio diventano un “giallo”. C’è chi pensa che lo specialista si sia irritato per i ritardi nel progetto di un Centro di microchirurgia della mano tutto suo. “Non lo posso escludere – dice Stella – ma presumo vi siamo anche ragioni personali”.

Forse una nuova offerta di lavoro? “Non nelle università che conosco – assicura il preside – anche se Lanzetta intrattiene una storica, strettissima collaborazione con l’Australia” e forse in questi giorni si trova proprio lì.


IL PERSONAGGIO
Dal basket alla sala operatoria per diventare il “re” della mano

Marco Lanzetta, ex giocatore di basket fermatosi alle soglie della nazionale italiana. Dieci anni di campionato con le “scarpette rosse” della mitica Simmenthal Milano.

Quarantaquattro anni, figlio d’arte. Suo padre Albino è stato direttore della Clinica ortopedica dell’Università di Milano.
Si laurea a 25 anni con lode e nel 1981, fresco studente di medicina, va in Burundi, in Togo e in Benin per l’assistenza ai bambini poliomielitici.
Nell’89 parte per l’Australia per lavorare con Earl Owen, il pioniere della microchirurgia. Poi un lungo peregrinare attorno al mondo per seguire i corsi di super specializzazione.
All’inizio de

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