Rassegna stampa

 

06/07/2006

IL CITTADINO DI MONZA E BRIANZA

MILANO-BICOCCA, LANZETTA SI E' DIMESSO


Il Chirurgo dei trapianti di mano divorzia dalla facoltà di medicina e lascia anche il San Gerardo. Cause non chiarite: forse il centro di microchirurgia e il ruolo nell’Ateneo.

Lanzetta se ne va.
Dove, per ora, non si sa. Di certo c’è che ha deciso di lasciare l’università Milano Bicocca e di conseguenza l’azienda ospedaliera San Gerardo, la struttura dove aveva attuato a partire dal 2000 il programma italiano di trapianto della mano.

La sorpresa dipende soprattutto dal fatto che l’addio arriva a un anno e mezzo di distanza dal via libera regionale al centro di microchirurgia ricostruttiva, finanziato dal Miur e dall’ateneo insieme alla Tac pet ciclotrone e al laboratorio di terapia genica e cellulare " Verri".

Centro regionale di ricerche avanzate in medicina, lo hanno chiamato. Ed era la prima volta che Lanzetta aveva una struttura intera a sua disposizione, anche se tuttora in costruzione. Insomma: ora che il centro c’è, almeno sulla carta, lui decide di andarsene. Dal San Gerardo, poche parole.
"Amarezza – dicono in direzione – per la decisione assunta da Marco Lanzetta ".

La separazione con l’Ospedale è indiretta: il chirurgo lascia l’università e di conseguenza l'Ospedale di insegnamento con cui la facoltà è convenzionata.
Niente esclude o proibisce che San Gerardo e Lanzetta possano avere altri rapporti professionali. Ma di certo lo specialista non potrà essere responsabile del centro regionale di microchirurgia di Monza. "Il progetto va avanti in ogni caso – ricordano all’Ospedale in questi giorni – E’ un centro finanziato da un accordo di programma con la Regione". I pazienti di Lanzetta per ora si spostano: quelli già in lista di attesa sono stati trasferiti ai medici di ortopedia e neurochirurgia.

La Milano Bicocca, invece, dovrà procedere presumibilmente a un nuovo concorso per sostituire il medico, o in alternativa trovare n docente che chieda il trasferimento per Monza.

"C’è poco da dire – risponde il preside della facoltà di medicina e chirurgia, Andrea Stella – Marco Lanzetta ha dato le dimissioni due mesi fa, dal primo luglio sono effettive. Noi non possiamo che prendere atto della sua decisione, pur con un certo rammarico".
In sua assenza non grosse conseguenze per la didattica e la ricerca, dice Stella, piuttosto un ruolo da coprire sul fronte assistenziale.

Indiscrezioni, niente più, sui motivi che avrebbero generato la rottura. Tra gli altri, la non istituzione di una cattedra specialistica per Lanzetta all’interno della facoltà Milano Bicocca, ipotesi che sarebbe stata bocciata dal rettorato.

"Ma la realtà è che non esiste proprio la possibilità di istituirla, una cattedra simile – risponde Stella – La chirurgia della mano non c’è da nessuna parte, non esiste la “casella” all’interno dell’università italiana".
Il raffreddamento dei rapporti sarebbe anche dovuto al ritardo nell’attivazione operativa del centro di microchirurgia varato dalla Regione. Ma qualcuno, in ospedale, lascia intendere che allora bisognerebbe capire a chi siano da imputare i presunti ritardi. Il divorzio, comunque, non sembra si sia consumato in assoluta serenità.


LA SCHEDA

- L’attività che lo rese celebre non solo in Italia era ormai ferma da tre anni. Era stato il ministero della salute ad autorizzare un programma sperimentale di cinque anni per il trapianto di mano al San Gerardo di Monza.

-Il San Gerardo era l’unico centro italiano dopo l’esperienza dello stesso Marco Lanzetta a Lione, nel 1998, sede del primo intervento mondiale.

-Nel 2000 era stata la volta del primo trapianto italiano all’interno dello stesso programma voluto dal ministero. Il primo ad essere trapiantato a Monza è stato Valter Visigalli, che aveva perso la mano in seguito ad un incidente di lavoro. Nei due anni successivi, altri due interventi. Poi lo stop.

-Il nome di Marco Lanzetta era tornato n

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