Rassegna stampa

 

01/12/2005

LA REPUBBLICA

E IN ITALIA DUE PERSONE ASPETTANO IL VIA LIBERA


«Qui all'Ospedale San Gerardo di Monza, siamo perfettamente in grado di fare un trapianto parziale di faccia come quello che e stato fatto nei giorni scorsi ad Amiens, in Francia. Ho gia visitato due pazienti, sfigurate da diverse ustioni, in seguito a un incidente stradale, che potrebbero trarre grande beneficio da un intervento analogo. Ma siamo ancora lontani da poterlo fare. II problema, in Italia, non è chirurgico. Non è medico. E un problema di cultura, di autorizzazioni, di permessi ministeriali. Di scelte politiche...».
Marco Lanzetta, Direttore del Centro di chirurgia della mano e microchirugia ricostruttiva, che partecipò a Lione al primo trapianto di mano al mondo proprio nell'équipe di Dubernard accoglie con entusiasmo la notizia del primo trapianto di volto.
Professor Lanzetta, ha gia parlato con Dubernard dell'intervento? Quali difficolta ha dovuto affrontare?
«L'ho sentito al telefono poco fa. Non si è trattato di un'operazione particolarmente difficile. Anche se grandi possono essere le implicazioni psicologiche. E' decisamente piu complicato l'intervento di trapianto di una mano. Per numero di terminazioni nervose, vasi, muscoli da collegare. In questo caso e stato fatto il trapianto di uno strato spesso di pelle del naso, delle labbra e del mento. La parte cioè che era stata lesionata dal morso del cane. Cinque le terminazioni nervose da collegare».
Percoli di rigetto?
«In tutti i trapianti ci sono pericoli di rigetto. Per combatterli si fanno particolari terapie preventive. Questa volta e stato trapiantato anche del midollo osseo. Perché si pensa che il midollo possa proteggere da eventuali fenomeni di rigetto e possa favorire lo stato di tolleranza definitiva. Si tratta di un'iniezione che si fa nell'addome o nel torrente circolatorio».
II volto del paziente, la sua morfologia, non è modificata dal trapianto?
«Assolutamente no. II paziente ritrova il suo volto di prima, i suoi muscoli, le sue ossa. Le forme sono molto simili a quelle originali. La fisionomia rimane sostanzialmente uguale».
Niente a che vedere con gli stravolgimenti del volto genere film "Face Off'.
«Niente a che vedere».
Nessun problema etico?
«Problemi etici non ce ne sono. L'intervento e stato fatto perché il comitato etico nazionale ha detto che si poteva fare».
Ma guardandosi allo specchio, dopo l'intervento, il paziente non potrebbe rifiutare il suo nuovo volto? In un caso di trapianto della mano è gia successo.
«Il paziente si guarderà allo specchio e vedrà di avere un naso, delle labbra, un mento, che non aveva più. I vantaggi psicologici saranno enormi. Non credo possa esserci un rifiuto. Anzi, mi aspetto una paziente la cui qualità della vita migliorerà tantissimo».

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